-Ma tu, ogni tanto dormi, amore mio?
-Oh, amore... non so dirti. Quello che so è che faccio sogni stupendi. La scorsa settimana ho sognato oro e pirite fra la sabbia. Ero in tua compagnia e scavavamo.. e sai, un'amica mi ha detto che ho fatto un sogno davvero coerente.
-In che senso? Sei coerente anche nei sogni?
-Oh... si può essere coerentemente incoerenti, o incoerenti nella coerenza? E' tutto o bianco, o nero? Mi piacciono le 100 sfumature di colore, lo sai. Be', pare che il sogno abbia un significato, ora l'ho capito. Oro fino, da separare dall'oro degli sciocchi. Non è forse ciò che noi due siamo, amore mio? Sai che è mio? Una volta mi hai detto che non è per nulla facile trovare due gemme come noi... io lo credo ancora... e una volta ti ho detto, ho perso una gemma preziosa, tu.
E ora, dimmi, non è forse vero che abbiamo scavato e trovato insieme oro finissimo? Chi sta sognando, ora? Ma tu ogni tanto sei sveglio, amore mio?
©Elena Tione, Calipeidy
It's years my Heart beats in this blog. Its voice speaks of me, its pulse is about what I like, my dreams, my emotions.
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In questo Blog parlo da anni di me attraverso il Cuore: nel suo pulsare c'è cosa mi piace, i miei sogni, le mie emozioni.
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Calipeidy è venuto una notte nei miei sogni, e mi ha detto:
"Mamy, fai girare il tuo Calipeidy". Il mio, il tuo Buon Cammino!
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sabato 30 aprile 2016
Amore, chi sta sognando, ora?
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sabato 19 marzo 2011
Lucio Battisti: L'apparenza
Recensione di: bogusman , (il 21 luglio 2005 nel tardo pomeriggio)
La presenza di strumenti elettronici accanto ad elementi orchestrali appare più matura, grazie all'eccellente lavoro di produzione di Robyn Smith che riesce a impreziosire il tessuto sonoro dei brani con dettagli quasi subliminali, e in particolare, a dare alle elaborazioni ritmiche riverberi e raffinatezze acustiche apprezzabili soprattutto dopo numerosi ascolti.
La struttura dei brani, imprevedibile e ormai lontanissima dal formato canzone tradizionale, asseconda spunti melodici spesso sfuggenti e sembra rivelare una significativa inversione del processo compositivo, che stavolta presenta il testo di Pasquale Panella come la base su cui successivamente si è costruita la "colonna sonora".
Sono scomparse la fiammeggiante ironia e le strizzatine d'occhio all'ascoltatore di "Don Giovanni"; la musica, rarefatta e quasi eterea sembra uno scudo impenetrabile ai primi ascolti mentre la fluida materia poetica di Pasquale Panella illustra con testi sempre più inafferrabili intricate immagini che sembrano concepite in uno stato di dormiveglia.
E' inutile cercare un significato nascosto "sotto" la parola perché questo è già presente sulla sua superficie; l'apparenza della parola, nella sua ambiguità è già carica di tutti i sensi possibili e questi si sveleranno all'ascoltatore di volta in volta diversi, secondo la sua predisposizione all'ascolto, all'associazione di idee, alla connessione di corrispondenze sempre rinnovabili e intercambiabili.
Una parola che si fa ambiguità, che convoglia una molteplicità di significati compresi anche quelli evocati dalla pura musicalità del testo, rifiutando qualsiasi spiegazione ulteriore, qualsiasi traduzione, qualsiasi riduzione; coerentemente con questa oscura poetica, nelle confezioni i testi sono assenti e le copertine dell'edizione cd e cassetta contengono solo una parte del disegno (una credenza...).
"Tutto è linguistico e quindi tutto parla"; finalmente parole e musica possono liberarsi dell'oscenità di dover essere necessariamente (e bassamente) univoche e chiare, di dover esercitare la malafede della comunicazione.
http://www.debaser.it/recensionidb/ID_5027/Lucio_Battisti_Lapparenza.htm
giovedì 17 marzo 2011
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