It's years my Heart beats in this blog. Its voice speaks of me, its pulse is about what I like, my dreams, my emotions.
If you are searching for help, please meet me at
In questo Blog parlo da anni di me attraverso il Cuore: nel suo pulsare c'è cosa mi piace, i miei sogni, le mie emozioni.
Se desideri il mio aiuto, incontrami su
AidaBlanchett.com
VulvodiniaPuntoInfo.com
Calipeidy è venuto una notte nei miei sogni, e mi ha detto:
"Mamy, fai girare il tuo Calipeidy". Il mio, il tuo Buon Cammino!
If you are searching for help, please meet me at
In questo Blog parlo da anni di me attraverso il Cuore: nel suo pulsare c'è cosa mi piace, i miei sogni, le mie emozioni.
Se desideri il mio aiuto, incontrami su
AidaBlanchett.com
VulvodiniaPuntoInfo.com
Calipeidy è venuto una notte nei miei sogni, e mi ha detto:
"Mamy, fai girare il tuo Calipeidy". Il mio, il tuo Buon Cammino!
mercoledì 21 dicembre 2011
Dare change!
domenica 18 dicembre 2011
Severn Suzuki, ONU, 1992. La ragazza che zittì il Mondo per 6'
Severn Suzuki, ONU, 1992
giovedì 15 dicembre 2011
lunedì 12 dicembre 2011
Nothing's Impossible
Al termine del suo incontro con la Regina di Cuori, Alice esclama: "Non si può credere a una cosa impossibile!". "Oserei dire che non ti sei allenata molto", risponde la Regina. "Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz'ora al giorno. A volte riuscivo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione".
(Alice nel Paese delle Meraviglie - di Lewis Carrol)
domenica 27 novembre 2011
Irena Sendler
Tratto dal blog: massimilianofrassi.it/blog/
È appena trascorsa la settimana dedicata alla carta dei diritti dei bambini, il cui culmine è stato proprio ieri con la giornata mondiale per i diritti dell’infanzia.
Esperti di tutti i generi sono spuntati con pubblicazioni, convegni e quant’altro. Fino a ieri, appunto. Da oggi torna il silenzio.
Sempre fino a ieri su Facebook tutti gli utenti erano invitati a mettere nel proprio profilo la foto di un cartone animato, legato alla loro infanzia. E da oggi, Cartoonia torna ad essere popolata poiché appunto le stesse immagini vengono rimosse a tutta velocità.
Questa la premessa ad una storia che vi voglio raccontare e che, proprio grazie al post di una amica su Facebook, ho scoperto solo di recente.
Dopo aver letto la storia che vi riassumerò in poche significative righe spero accoglierete il mio invito di mettere, fosse pure per un giorno solo, la foto di questa donna meravigliosa nel vostro profilo, le cui gesta vorrei raccontarvi.
Una donna a cui si deve la vita di più di 2mila bambini e che prima di morire, in una intervista disse:
“il mio rammarico? Non averne potuti salvare di più”, mentre in una lettera scriveva:
« Ogni bambino salvato con il mio aiuto è la giustificazione della mia esistenza su questa terra, e non un titolo di gloria ».
Questa donna, meravigliosa, si chiamava Irena Sendler (da nubile Irena Krzyżanowska).
Figlia di un medico polacco, di religione cattolica (il quale morì di tifo per aver voluto prendersi cura di quei pazienti che i suoi colleghi si rifiutavano di curare), in qualità di operatrice dei servizi sociali ottenne di poter lavorare nel Ghetto di Varsavia, proprio con il compito di riscontrare eventuali focolai di tifo (cosa che preoccupava non poco i Nazisti).
Così facendo (ma spacciandosi anche per tecnico delle fognature) riuscì, collaborando con la Resistenza (il suo nome di battaglia era Jolanta) a far uscire dal Ghetto circa 2500 bambini (molti i neonati).
Li nascondeva dentro ad un camioncino, o nel sottofondo di un carretto, immobili in grossi teli di juta. Con sé il suo fedele cane, che abbaiava fragorosamente quando i nazisti si avvicinavano per i controlli. Le urla del cane avevano il duplice scopo di tenere i soldati alla larga ma soprattutto di coprire i pianti dei bambini. Bimbi che una volta fuori dal Ghetto ottenevano falsi documenti con nuove identità e venivano portati presso famiglie ed orfanotrofi dove venivano accolti.
Arrestata dalla Gestapo fu condannata a morte (ma salvata in extremis dalla Resistenza, che corruppe alcuni soldati incaricati di fucilarla) e seviziata fino a lasciarle dei danni irreversibili.
Sotto ad un albero di mele sotterrò dei vasetti di marmellata, vuoti e contenenti solo dei fogli con le indicazioni anagrafiche dei bimbi salvati. La sua speranza era che una volta finita la guerra li avrebbe potuti riaccompagnare dalle famiglie. Speranza naufragata dal fatto che la maggior parte delle stese furono deportate ed uccise nei campi di sterminio.
La sua storia è venuta a galla alcuni anni fa grazie al lavoro di un gruppo di studenti del Kansas! Premiata da importanti riconoscimenti (in primis il Premio dei giusti), non ottenne però il Nobel, sconfitta da….Al Gore.
Alcuni anni fa, poco prima di morire, incontrò molti dei bimbi da lei salvati.
La sua è la dimostrazione che davanti ad orrori così grandi, non è vero che non si può fare nulla. Certo, ci si deve mettere in discussione, si deve lottare, non ci si deve arrendere MAI. Ma alla fine questi sono i risultati:
2500 bambini sottratti alla morte e donati alla vita.
Chissà se ti arriverà, nel dubbio ti mandiamo il nostro più sentito ringraziamento: ciao Irena.
Da oggi sappiamo di avere un alleata in più!
Esperti di tutti i generi sono spuntati con pubblicazioni, convegni e quant’altro. Fino a ieri, appunto. Da oggi torna il silenzio.
Sempre fino a ieri su Facebook tutti gli utenti erano invitati a mettere nel proprio profilo la foto di un cartone animato, legato alla loro infanzia. E da oggi, Cartoonia torna ad essere popolata poiché appunto le stesse immagini vengono rimosse a tutta velocità.
Questa la premessa ad una storia che vi voglio raccontare e che, proprio grazie al post di una amica su Facebook, ho scoperto solo di recente.
Dopo aver letto la storia che vi riassumerò in poche significative righe spero accoglierete il mio invito di mettere, fosse pure per un giorno solo, la foto di questa donna meravigliosa nel vostro profilo, le cui gesta vorrei raccontarvi.
Una donna a cui si deve la vita di più di 2mila bambini e che prima di morire, in una intervista disse:
“il mio rammarico? Non averne potuti salvare di più”, mentre in una lettera scriveva:
« Ogni bambino salvato con il mio aiuto è la giustificazione della mia esistenza su questa terra, e non un titolo di gloria ».
Questa donna, meravigliosa, si chiamava Irena Sendler (da nubile Irena Krzyżanowska).
Figlia di un medico polacco, di religione cattolica (il quale morì di tifo per aver voluto prendersi cura di quei pazienti che i suoi colleghi si rifiutavano di curare), in qualità di operatrice dei servizi sociali ottenne di poter lavorare nel Ghetto di Varsavia, proprio con il compito di riscontrare eventuali focolai di tifo (cosa che preoccupava non poco i Nazisti).
Così facendo (ma spacciandosi anche per tecnico delle fognature) riuscì, collaborando con la Resistenza (il suo nome di battaglia era Jolanta) a far uscire dal Ghetto circa 2500 bambini (molti i neonati).
Li nascondeva dentro ad un camioncino, o nel sottofondo di un carretto, immobili in grossi teli di juta. Con sé il suo fedele cane, che abbaiava fragorosamente quando i nazisti si avvicinavano per i controlli. Le urla del cane avevano il duplice scopo di tenere i soldati alla larga ma soprattutto di coprire i pianti dei bambini. Bimbi che una volta fuori dal Ghetto ottenevano falsi documenti con nuove identità e venivano portati presso famiglie ed orfanotrofi dove venivano accolti.
Arrestata dalla Gestapo fu condannata a morte (ma salvata in extremis dalla Resistenza, che corruppe alcuni soldati incaricati di fucilarla) e seviziata fino a lasciarle dei danni irreversibili.
Sotto ad un albero di mele sotterrò dei vasetti di marmellata, vuoti e contenenti solo dei fogli con le indicazioni anagrafiche dei bimbi salvati. La sua speranza era che una volta finita la guerra li avrebbe potuti riaccompagnare dalle famiglie. Speranza naufragata dal fatto che la maggior parte delle stese furono deportate ed uccise nei campi di sterminio.
La sua storia è venuta a galla alcuni anni fa grazie al lavoro di un gruppo di studenti del Kansas! Premiata da importanti riconoscimenti (in primis il Premio dei giusti), non ottenne però il Nobel, sconfitta da….Al Gore.
Alcuni anni fa, poco prima di morire, incontrò molti dei bimbi da lei salvati.
La sua è la dimostrazione che davanti ad orrori così grandi, non è vero che non si può fare nulla. Certo, ci si deve mettere in discussione, si deve lottare, non ci si deve arrendere MAI. Ma alla fine questi sono i risultati:
2500 bambini sottratti alla morte e donati alla vita.
Chissà se ti arriverà, nel dubbio ti mandiamo il nostro più sentito ringraziamento: ciao Irena.
Da oggi sappiamo di avere un alleata in più!
Link: http://www.massimilianofrassi.it/blog/irenasendler.html
giovedì 27 ottobre 2011
domenica 23 ottobre 2011
PER LA CASSAZIONE ABBIAMO DIRITTO AL RIMBORSO DELL'IVA PAGATA SULLA TASSA SUI RIFIUTI PER 10 ANNI
La Cassazione ha finalmente stabilito che la tassa sui rifiuti solidi urbani è di fatto una tassa e non una tariffa; di conseguenza hanno applicato l’iva su un importo dove non doveva essere applicata in quanto appunto “tassa”. Pertanto tutti gli utenti hanno diritto al rimborso del 10% dei 10 anni retroattivi; inoltre controllando sul sito “Federconsumatori” si evince che chi richiede il rimborso (che come al solito arriverà, lentamente ma arriverà) bloccherà di fatto l’iva sulle prossime fatture.
Chi non lo fa si troverà a continuare a pagare tutto come prima perché, come capita solo in Italia, gente come anziani o fasce inferiori che non conoscono i loro diritti non ne usufruiscono “in automatico”, ma solo se se ne accorgono e fanno richiesta.
Pertanto vi allego il modulo che contiene le spiegazioni per la compilazione.
Fate girare comunque tale comunicazione perché, come spesso avviene, i mezzi di comunicazione non ne parlano sufficientementemente.
---
Sono oltre 6 milioni le famiglie residenti in circa 2000 comuni italiani, che, dal 1999 al 2008, hanno dovuto pagare l’IVA di troppo sulla tassa sui rifiuti, e che oggi devono avere indietro quanto versato in più del dovuto.
La stima di tale spesa non è affatto di poco conto: secondo quanto indicato dall’ultimo rapporto APAT, è stimabile che, tra famiglie ed aziende, la partita viaggi intorno ai 200-230 milioni di Euro all’anno.
Ad esempio: per una famiglia che paga 250 Euro all’anno di TIA, quindi, la restituzione corrisponderebbe a 25 Euro l’anno, che vanno moltiplicati per il numero di anni in cui si è pagata la TIA.
FONTE: http://www.federconsumatori.it/ShowDoc.asp?nid=20091029110214&t=istr
----
Modulo Tarsu Oggetto: richiesta di rimborso dell’IVA relativa al pagamento della Tassa di Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani.
Il/la sottoscritto/a ………………………………………, nato/a a ………………………………………….. il ../../…., C.F.: ……………………………………….. e residente in ……………………………., Via ……………………… numero … CAP ………, in qualità di : proprietario/ dell’immobile sito in ………………, Via …………….. n. …, iscritto al Catasto del Comune di …………………….., Sezione …., Foglio …., Pratica ………………;
PREMESSO CHE
ha regolarmente corrisposto per i/il suddetti/o immobili/e la TARSU comprensiva di Iva al 10%, come da fatture allegate alla presente.
Con la Sentenza numero 238/2009 la Corte Costituzionale nel rilevare la natura tributaria di TARSU e TIA, in particolare: “7.2.3.6. – […] Non esiste, del resto, una norma legislativa che espressamente assoggetti ad IVA le prestazioni del servizio di smaltimento dei rifiuti […]. Se, poi, si considerano gli elementi autoritativi sopra evidenziati, propri sia della TARSU che della TIA, entrambe le entrate debbono essere ricondotte nel novero di quei «diritti, canoni, contributi» che la normativa comunitaria (da ultimo, art. 13, paragrafo 1, primo periodo, della Direttiva n. 2006/112/CE del Consiglio del 28 novembre 2006; come ribadito dalla sentenza della Corte di giustizia CE del 16 settembre 2008, in causa C-288/07) esclude in via generale dall’assoggettamento ad IVA, perché percepiti da enti pubblici «per le attività od operazioni che esercitano in quanto pubbliche autorità» ha di fatto inequivocabilmente escluso l’imponibilità ai fini IVA di codesta Tassa o Tariffa.
Ne consegue che l’Iva addebitata al sottoscritto e documentata dalle fatture in allegato risulta indebitamente corrisposta quindi
CHIEDE
Il rimborso di quanto versato e non dovuto come da tabella riepilogativa allegata, con riferimento agli ultimi dieci anni, oltre agli interessi legali decorrenti dal giorno dei singoli pagamenti;
l’immediata cancellazione dalle future fatture e dai ruoli della suddetta voce nonché la comunicazione alla società di riscossione ai fini dell’eventuale sgravio.
Si rimane in attesa di un Vostro riscontro, entro e non oltre novanta giorni dal ricevimento della
presente, con l’avvertimento che, decorso inutilmente tale termine, il sottoscritto si vedrà costretto ad adire la competente Autorità Giudiziaria per la tutela dei propri diritti.
La presente vale ad ogni effetto di legge quale formale diffida e messa in mora, anche ai fini interruttivi della prescrizione.
In fede,
Riepilogo Fatture:
Anno
Fattura n.
Importo totale fattura
IVA versata
Totale IVA versata
Allegati:
copia fattura n. del ../../……..;
copia fattura n. del ../../……..;
copia fattura n. del ../../……..;
copia fattura n. del ../../……..;
copia fattura n. del ../../……..;
copia fattura n. del ../../……..;
copia fattura n. del ../../……..;
copia fattura n. del ../../……..;
copia fattura n. del ../../……..;
copia fattura n. del ../../………
—————————————————————————————————————————-
modulo rimborso IVA *
Spett.le Comune di________________________
_________________________________ _________________________________ Raccomandata A/R
Spett.le_________________________________ _________________________________ _________________________________
Raccomandata A/R
Oggetto: richiesta di rimborso dell’IVA relativa al pagamento della Tariffa di Igiene Ambientale/ Tassa di Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani.
Il/la sottoscritto/a____________________________________________________________, nato/a a __________________________________, il________________________________, C.F.:__________________________________e residente in__________________________, Via/P.zza ____________________________________ numero________ cap.____________,
in qualità di *:
• _________________________ dell’immobile sito in __________________________, Via/P.zza______________________________________________n.______________, iscritto al Catasto del Comune di___________________________________, Sezione___________________, Foglio___________, Particella_____________, Sub___________, Zona____________, Categoria___________, Classe___________;
** PREMESSO CHE ha regolarmente corrisposto per i/il suddetti/o immobili/e la TARSU/TIA comprensiva di Iva al 10%, come da fatture allegate alla presente. Con la Sentenza numero 238/2009 la Corte Costituzionale nel rilevare la natura tributaria di TARSU e TIA, in particolare: “7.2.3.6. – [...] Non esiste, del resto, una norma legislativa che
Compilare alternativamente a seconda di chi vi ha fatturato la TARSU/TIA: Comune, Gestore privato o azienda municipalizzata.
* (Per ogni immobile di cui si chiede il rimborso dell’Iva versata, indicate la vostra qualifica (ad esempio proprietario, affittuario…) e riportate gli estremi catastali dell’immobile che trovate sulla visura catastale o sugli atti del notaio).
1
espressamente assoggetti ad IVA le prestazioni del servizio di smaltimento dei rifiuti [...]. Se, poi, si considerano gli elementi autoritativi sopra evidenziati, propri sia della TARSU che della TIA, entrambe le entrate debbono essere ricondotte nel novero di quei «diritti, canoni, contributi» che la normativa comunitaria (da ultimo, art. 13, paragrafo 1, primo periodo, della Direttiva n. 2006/112/CE del Consiglio del 28 novembre 2006; come ribadito dalla sentenza della Corte di giustizia CE del 16 settembre 2008, in causa C-288/07) esclude in via generale dall’assoggettamento ad IVA, perché percepiti da enti pubblici «per le attività od operazioni che esercitano in quanto pubbliche autorità».”
ha di fatto inequivocabilmente escluso l’imponibilità ai fini IVA di codesta Tassa o Tariffa. Ne consegue che l’Iva addebitata al sottoscritto e documentata dalle fatture in allegato risulta indebitamente corrisposta quindi
CHIEDE 1. Il rimborso di quanto versato e non dovuto come da tabella riepilogativa allegata, con
riferimento agli ultimi dieci anni, oltre agli interessi legali decorrenti dal giorno dei
singoli pagamenti; 2. l’immediata cancellazione dalle future fatture e dai ruoli della suddetta voce nonché la
comunicazione alla società di riscossione ai fini dell’eventuale sgravio.
Si rimane in attesa di un Vostro riscontro, entro e non oltre novanta giorni dal ricevimento della presente, con l’avvertimento che, decorso inutilmente tale termine, il sottoscritto si vedrà costretto ad adire la competente Autorità Giudiziaria per la tutela dei propri diritti. La presente vale ad ogni effetto di legge quale formale diffida e messa in mora, anche ai fini interruttivi della prescrizione.
_________________________, lì _________________ Firma
*** Riepilogo Fatture:
****Allegati:
- copia fattura n._________ del __________; -
Anno
Fattura n.
Importo totale fattura
Iva versata
Elencate le fatture che allegate indicando l’anno di pagamento, il numero della fattura, l’importo totale della stessa e l’Iva versata, inserendo il totale nell’ultimo rigo della tabella, in corrispondenza della colonna relative all’IVA.
Totale Iva versata
Elencare le copie delle fatture che si allegano riportandone il numero e l’anno di versamento, ricordando di allegare tutte le fatture emesse nello stesso anno in caso di pagamento frazionato.
* Compilare alternativamente a seconda di chi vi ha fatturato la TARSU/TIA: Comune, Gestore privato o azienda municipalizzata.
** Per ogni immobile di cui si chiede il rimborso dell’Iva versata, indicate la vostra qualifica (ad esempio proprietario, affittuario…) e riportate gli estremi catastali dell’immobile che trovate sulla visura catastale o sugli atti del notaio.
*** Per ogni immobile di cui si chiede il rimborso dell’Iva versata, indicate la vostra qualifica (ad esempio proprietario, affittuario…) e riportate gli estremi catastali dell’immobile che trovate sulla visura catastale o sugli atti del notaio.
**** Elencare le copie delle fatture che si allegano riportandone il numero e l’anno di versamento, ricordando di allegare tutte le fatture emesse nello stesso anno in caso di pagamento frazionato.
Iscriviti a:
Post (Atom)
